Paggetti, flower girls e mascotte del matrimonio: chi sono, cosa rappresentano, compiti da assegnare come si vestirli
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Come vestire bimbi e bimbe il giorno del matrimonio? Suggerimenti, idee e spunti per paggetti e damigelle di nozze comodi ed elegantissimi
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Castello di Romena - foto Massimo Paggetti -
Oggi SPOSI! Il rito si ripete. Anche in questo ciclo abbiamo assistito ad un matrimonio sul terrazzo della scuola con tanto di torta, anelli, confetti bianchi, bouquet per la sposa, lancio del riso e applausi. Poi non poteva mancare il Ballo del QUA QUA. Insomma...una gran festa! Personaggi: gli sposi, le damigelle che hanno retto il velo, i paggetti che hanno portato le fedi, le bomboniere, i testimoni dello sposo e della sposa, la fotografa, i genitori dello sposo e della sposa, i lanciatori di riso e naturalmente il sindaco con la fascia tricolore che ha celebrato il matrimonio civile. Tutti elegantissimi grazie alla collaborazione dei loro fantastici genitori. Mister Q ha sposato Miss U. Evviva gli sposi! Dopo le nozze, gli sposi sono andati in luna di miele in Africa e chi hanno conosciuto? Una zebra a quadretti! Questo racconto ci ha permesso di riflettere ancora una volta sul valore delle diversità nella giornata contro le discriminazioni (1° marzo). Gli sposi QU sono rientrati dalla luna di miele. Sono felicissimi perché diventano genitori di quattro paperotti: QUI, QUO, QUA e QUE. Per festeggiare la nascita dei paperotti, la classe si è riempita di pennuti! Altre attività di rinforzo. Poiché questa famiglia di paperi si ama tutti i giorni della settimana, ecco un lavoro svolto in collegamento con la storia. La filastrocca imparata a scuola è stata l'occasione per accennare alle azioni. Inoltre ho preso spunto dal lavoro di una collega per sottolineare che i nomi dei giorni della settimana derivano dai nomi dei pianeti. Infine, hanno completato un'altra scheda, anche con l'aiuto della ruota dei giorni della settimana realizzata su cartoncino (ho modificato la ruota proposta dalla maestra Luciana nel suo sito). ******************************************************************************* Abbiamo operato una riflessione sulle regole CU + CONSONANTE QU + VOCALE Ed ora un dettato su QU / CU con QUI, QUO, QUA e QUE. Per il riconoscimento dei caratteri diversi dallo stampato maiuscolo, i bambini hanno completato due schede. (Attività svolte nel corso di due cicli scolastici) Per scaricare le immagini dei paperi, cliccare accanto Sposi QU e figli Per scaricare le schede sui giorni della settimana cliccare accanto I giorni della settimana - filastrocca, pianeti e schede Per scaricare e stampare l'invito cliccare accanto INVITO DI NOZZE Per scaricare il racconto della zebra a quadretti (prima versione), le immagini e la scheda cliccare accanto Una zebra a quadretti Per scaricare e stampare le immagini e la scheda su CU e QU cliccare accanto Scheda e immagini su QU - CU Per scaricare le schede sullo stampato minuscolo e il corsivo cliccare accanto Schede stampato minuscolo e corsivo con Q
Cosa vedere a Pavia in un giorno? Ti propongo tutte le principali attrazioni del centro storico della città e un semplice itinerario per visitarla senza difficoltà. Pavia è famosa per essere una delle più antiche città universitaria d’Italia. La vita sembra scorrere tranquilla in questa piccola cittadina in cui il ritmo è scandito dalle ruote delle biciclette che sfrecciano lungo sul selciato delle vie del centro storico. Per visitare al meglio questa città, ho preparato un elenco con le principali cose da vedere a Pavia in un giorno. Le troverai tutte elencate anche nella comoda guida turistica in pdf che potrai scaricare gratuitamente. COSA VEDERE A PAVIA IN UN GIORNO: le tappe imperdibili Cosa vedere a Pavia in un giorno? Sono stato diverse volte in città per cui, secondo la mia esperienza, questi sono i monumenti da non perdere assolutamente: il castello, nelle cui scuderie sono ospitate anche mostre il Duomo dalle sobrie linee rinascimentali la ricostruzione dell’antico Ponte Coperto la monumentale piazza della Vittoria diverse chiese sparse qua e là per la città Se hai poco tempo a disposizione, puoi visitare le principali attrazioni anche in mezza giornata. Già che sei nei dintorni ti consiglio di andare a vedere anche la splendida Certosa di Pavia che si trova poco distante dalla città. COSA VEDERE A PAVIA: tutte le attrazioni da non perdere in un giorno Di seguito riporto tutte le principali cose da vedere a Pavia. Sono proposte anche nella guida turistica in pdf ma, per comodità, le elenco anche qui in forma più sintetica. IL CASTELLO VISCONTEO: cosa vedere a Pavia Il Castello di Pavia venne costruito a partire dal 1360 sotto la guida del grande ingegnere Bernardo da Venezia. Era di forma quadrata, con quattro torri e con un largo fossato che veniva riempito d’acqua proveniente dal naviglio. Per la costruzione del Castello di Pavia vennero impiegati oltre 500 operai. Per questo motivo, dopo soli 5 anni vi si insediò il Duca. Notate le finestre, ancora originali, mentre la parte alta dei merli ghibellini è stata rifatta. Anche le torri e il corpo centrale sono stati coperti nei secoli successivi da un tetto per evitare le infiltrazioni d’acqua. Alcune curiosità sul Castello di Pavia Durante i 150 anni in cui il castello fu abitato dai Visconti e dagli Sforza, il Castello di Pavia ospitò i più grandi Signori italiani e stranieri. Venivano fin qui per andare a caccia nel bellissimo parco che si estendeva da qui fino alla Certosa. Nel 1495 Ludovico il Moro, appena divenuto Duca, chiamò a decorare le sale del Castello Leonardo da Vinci e il Bramante. Leonardo fece dipingere i saloni in color azzurro cielo e vi fece applicare delle stelle in oro zecchino. Bramante, invece, fece porre ai lati del ponte levatoio alcuni guerrieri con scimitarre e dei paggetti che avevano la funzione di ricevere gli ospiti. Purtroppo durante il 1600 e il 1700 i saloni furono imbiancati per disinfettarli dalla peste e dal colera. SAN PIETRO IN CIEL D’ORO: le chiese più belle di Pavia Tra le cose da vedere a Pavia c’è sicuramente la chiesta romanica di San Pietro in Ciel d’Oro. Probabilmente l’edificio venne ricostruito tra il 1100 e il 1200 sui resti della primitiva chiesa. Nel 720 i pirati saraceni avevano portato in Sardegna il corpo di Sant’Agostino e lo misero in vendita a peso d’oro. Il re longobardo mandò i suoi inviati per acquistare la reliquia e fece costruire una chiesta per ospitarla. Sono conservate ancora oggi in un capolavoro marmoreo di epoca gotica. San Pietro conserva anche i resti di Severino Boezio, ricordato da Dante nel Paradiso con i versi che sono riprodotti in una lapide esterna alla Chiesa. Perché si chiama San Pietro “in ciel d’oro”? Perché l’abside che sovrasta l’Arca di Sant’Agostino in origine era un mosaico in oro zecchino. UNIVERSITÀ DI PAVIA: cosa vedere a Pavia in un giorno L’Università di Pavia è una delle più antiche e importanti università italiane. Già a partire dal IX secolo Pavia fu sede di un’importante scuola di retorica istituita dall’imperatore Lotario I. Anche per tutto il periodo medievale la scuola fu molto fiorente. Nel secolo XI, Pavia divenne sede anche di un’attestata scuola giuridica. È grazie all’imperatore Carlo IV, nel 1361, che a Pavia venne fondato uno Studium Generale, al quale Papa Bonifacio IX riconobbe i medesimi diritti delle Università di Bologna e di Parigi. Con diploma imperiale del 1485, lo Studium Generale venne poi trasformato in Università. Il prestigio dell’ateneo crebbe nel secolo XV, ma la sua attività conobbe una brusca interruzione in seguito ai gravissimi danni ricevuti dalla città per l’assedio subito nel 1525. La rinascita dell’Università di Pavia avvenne nella seconda metà del secolo XVIII grazie all’intervento dei sovrani austriaci Maria Teresa e Giuseppe II. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Università di Pavia ha conosciuto un nuovo rilancio. Nel corso degli anni ’60 del secolo scorso, sono state aggiunte anche le facoltà di Economia e Commercio e di Ingegneria. LE TORRI DI PAVIA: luoghi di interesse Le Torri di Pavia, tra le cose da vedere in città, hanno una caratteristica che le differenzia dalle torri delle altre città italiane: sono snelle. Hanno un basamento di soli sei metri si innalzano fino a 53 metri di altezza. Le fondamenta, infatti, sono molto profonde. Una leggenda di Pavia vuole che, durante una festa al Castello, il Conte Del Maino promise di far edificare una torre capovolta se il figlio si fosse laureato. La torre venne davvero edificata ma, nel 1715, venne poi fatta abbattere. Le torri erano il simbolo di potenza e di ricchezza delle famiglie nobili della città. Ne veniva innalzata una ogni volta che nasceva il figlio maschio di una nuova generazione. A Pavia, che era chiamata la città delle Cento torri, ne sono rimaste ancora 72. CRIPTA DI SANT’EUSEBIO: cosa visitare a Pavia La Cripta è quanto resta, recuperato da scavi e restauri, della Cattedrale già esistente nel VII secolo e in uso al tempo di Rotari. Fu ricostruita in...