The Sacred Grove; Arnold Böcklin; c.1886
Quando ho aperto questo blog, quasi tre anni e mezzo fa (vincendo infinite remore, le solite: la vergogna, il timore del giudizio ...
“Sono un disordinato assolutamente refrattario al lavoro di team e animato da uno spirito d’indipendenza che spesso sconfina nella riottosità: non conosco remore di cautela e di diplomazia; non credo che riuscirei a imporre la disciplina per il semplice motivo che non l’ho mai rispettata io stesso.” Così scriveva Indro Montanelli in una lettera del 1967, pochi anni prima di fondare “il Giornale”. Per tutta la vita il grande giornalista ha tenuto una fitta corrispondenza, pubblica e privata, con i protagonisti della politica, della cultura e del giornalismo, da Andreotti a Cossiga, a Nenni e Pertini, da Buzzati a Prezzolini, a Longanesi e Guareschi, ma anche con la prima moglie, gli amici, i familiari. Dalla lettera al suo professore di liceo, in cui un Montanelli ventenne rivela le sue aspirazioni di giornalista, a quelle inviate ai genitori dal fronte africano nel 1935 e dal carcere nel 1944. E naturalmente i lunghi anni al “Corriere”, quelli al “Giornale” fino allo scontro con Berlusconi. Questi testi inediti, nella freschezza del dialogo e nell’immediatezza delle emozioni raccolte, ci rivelano il lato più intimo di Montanelli, ricostruendone l’intera parabola esistenziale attraverso la sua viva voce. Il risultato è un’autobiografia postuma che completa le note dei suoi diari, offrendo ai lettori il ritratto sorprendente di un uomo che a novant’anni dichiara “So di avere scritto sull’acqua. Ma ciò non mi ha impedito di continuare a scrivere, impegnandomi tutto in quello che scrivo”.
Complice il caldo,oltre alla spiaggia troppo affollata,con il Baffos,la scorsa settimana ,abbiamo deciso di fare un bel regalo alla Giuly Giuly , restaurandole l'allora angusta e triste camera. Premetto che abbiamo riutilizzato solo ed esclusivamente la mobilia che già era presente nella stanza,oltre al recupero di altra trovata in soffitta ,acquistando solamente la pittura e le vernici. E' incredibile,come ,con una spesa davvero irrisoria,si possa donare un aspetto giovane e fresco ad un ambiente Mi dispiace,solo,non aver fatto una foto di come era prima,tanto per rendere l'idea. Sicuramente ,il fatto che i mobili presenti non avessero alcun valore,ci ha spinti al loro riutilizzo,riverniciandoli senza nessuna remore o paura. Abbiamo deciso di usare i colori tipici per una casa al mare,sostituendo il blu (troppo scuro) ad un azzurro che ricordasse il mare. La stanza ha la forma di un rettangolo irregolare dalla lunghezza sproporzionata rispetto la larghezza. La prima cosa da decidere ,era dove sistemare e mimetizzare l'armadio ,poi creare la zona letto con comodino ,organizzare una piccola libreria , sistemare la sedia e lo specchio. L'armadio (un cassone rettangolare color noce,di una tristezza senza precedenti) ha preso le sembianze della classica cabina da spiaggia. Abbiamo dato una base color panna ,una volta asciugata siamo passati alla realizzazione delle fasce azzurre,mentre i pomelli li abbiamo ridipinti di rosso. Per la libreria ,abbiamo preso due cassette (una in origine già fungeva allo scopo ) di legno molto vecchie e robuste ,le abbiamo ridipinte con la vernice di un rosso brillante e sistemate come vedete nella foto..( fortuna ha voluto che la più lunga avesse una scaffalatura centrale...) Sopra la libreria abbiamo realizzato un motivo a bolle di varie dimensioni,utilizzando lo stesso azzurro della parete...ci piaceva un tocco sbarazzino e tipico tra gli anni '60 e '70... Nella parete accanto abbiamo messo 4 piccole cornici ,ridipinte anche quelli,raffiguranti paesaggi marinari In soffitta abbiamo scovato una vecchia testiera anni '60 . Originariamente era color noce scuro , mentre la ridipingevo,pensavo a quanto mi ricordasse uno steccato Da lì nasce l'idea di dipingere la parete ,dove verrà poggiato il letto, d'azzurro,in rappresentanza del mare,con la testiera mo' di steccato. Con la stessa vernice panna,ho ridipinto anche il comodino. Avevamo una cornice,le classiche che si acquistano al mercato,con il poster di due tennisti Il poster e' stato tolto e sostituito da una rivisitazione di due paesaggi di cherso, appunto l'isola di Zaglav con il suo omonimo faro (ve ne parlo qui) e le varie lingue di terra istriana ,che ogni giorno vedo percorrendo la strada per il mare. La tecnica usata e' la classica applique con la tecnica dell'embrodery free machine ,in chiave naif La porta ,molto casareccia,che non aveva mai visto tempi migliori,e' stata stuccata,grattata e ridipinta d'azzurro,mentre la cornice di rosso La sedia,anche quella un ritrovamento e tipica degli anni '70 ,e' stata rivisitata in chiave popart ridipingendola di rosso,mentre la seduta e' stata rivestita con una stoffa a pois rossi Ikea. E' stato un lavorone,ma ci siamo divertiti un sacco ...mi e' piaciuto lavorare in team con mio marito.. Inutile dirvi che la soddisfazione e' stata grande,riutilizzare e dare vita a cose che davvero non hanno nè arte nè parte ha i suoi perchè. Spero che questo post vi sia piaciuto e che lo abbiate trovato interessante,ma soprttutto che vi abbia ispirato ,dandovi idee per future ristrutturazioni. Se volete ,o avete voglia di fare un piccolo tour della nostra casa di Cherso andate qui , qui ,qui ,qui ,qui ,qui Alla prossima Laura
Prime riflessioni a caldo, di ritorno da un breve viaggio in Kenya. Le mie esperienze, ciò che ho fatto, cosa no e cosa farei tornando li. Consigli sul Safari, su come rivolgersi alla gente del luogo e ai famosi beach boys :) Premetto che un viaggio di una settimana in Kenya serve appena a farsi una vaga idea di come funzionino realmente le cose in questo affascinante paese pieno di contrasti. Chi parte per il Kenya, soggiorna in villaggio e prende parte alle varie escursioni organizzate non può che considerarsi un turista. Io, mio malgrado, mi sono inizialmente adeguata allo status del perfetto turista. Quando ho capito cosa fare era già ora di partire. Odio la vita da villaggio, sfuggo ai balli di gruppo, alle attività di risveglio muscolare, aerobica, gioco aperitivo e quant’altro. Orde di signorotti italiani pretendono di arrivare in questa terra e riuscire ad osservarla con il cannocchiale, senza uscire dalla propria bolla e sfuggendo dalle usanze locali. La sera, appuntamento alle 21.30 in anfiteatro con lo spettacolo di cabaret, la giusta occasione per sfoderare orecchini, collane e tacchi mozzafiato. E’ questo il Kenya che mi aspettavo? Il vero sport dell’italiano in vacanza in Kenya è snobbare i beach boys che a flotte ti investono e incredibilmente sanno tutto di te: quando arrivi, quando esci, con chi esci, cosa acquisti, da chi acquisti e quando riparti. Lo ammetto, sanno essere davvero fastidiosi! “Mozzarella”, ti chiamano scherzosamente per la tua pallida carnagione cosparsa di crema protettiva fattore 50. Ti offrono oggetti vari di artigianato locale in cambio di pochi soldi per acquistare farina e polenta (dicono) o li barattano per cappelli, teli mare, magliette e altri capi d'abbigliamento. Ti accompagnano lungo la battigia raccontandoti le loro usanze, mostrandoti coralli stelle marine, pesci dai colori variopinti, con la speranza di racimolare qualcosa. Uscire dal villaggio non è facile. Io mi sono sentita come un animale in gabbia per il fatto di non avere la possibilità di evadere senza essere in qualche modo “fregata”. Mi sono arresa alle escursioni turistiche con la speranza di poter almeno catturare la punta dell’essenza della gioia che questa terra può donare. Per il Safari mi sono, ahimè, affidata ad un’agenzia turistica locale che si appoggiava al villaggio. Avrò modo di parlarne più in dettaglio ma posso anticipare che, ad oggi, tornando indietro, non avrei remore e mi fiderei dei beach boys. Magari non ciecamente, ma mi fiderei! La gente del luogo si è fatta furba e vive di turismo. Di povertà ce n’é tanta e, anche qui, c’è chi cerca in tutti i modi di lucrarci sopra. Ma posso dire di aver incontrato tante persone di cuore e su questo non ci sono dubbi. Gli sguardi e i sorrisi dei bambini sono meravigliosi e non si può fare a meno di commuoversi. Ti senti un ladro a rubare foto di sguardi di gente che è a metà fra l’incuriosito (i bimbi guardano ammirati le macchine fotografiche e si divertono a vedere la loro immagine impressa su camera) e l’infastidito (provate voi ad essere oggetto d’attenzione di gente che vi flasha come foste animali rinchiusi in uno zoo). Questo mio primo post l’ho dedicato, volutamente, alle prime impressioni che questa terra mi ha evocato. Pensieri a caldo che ho voluto esprimere prima che la quotidianità offuschi i ricordi delle emozioni che ora sento ancora vive. Passerò man mano a raccontarvi tutte le esperienze vissute in Kenya! Safari al Parco Tsavo Est >> pernottamento Aruba Lodge >> con Agenzia Southern Sky Safaris Escursione a Malindi + fabbrica legno + orfanotrofio >> con Agenzia Southern Sky Safaris Safari Blu Mangrovie >> con beach boys Escursione ad Hell’s Kitchen >> con beach boys Cena in spiaggia a Safina Beach Watamu Per visualizzare l'album fotografico completo su facebook, clicca qui: VAI ALL'ALBUM